sabato 23 dicembre 2017

La percezione sociale delle vittime del terrorismo

Prossimamente sulla Rassegna Italiana di Criminologia.
Abstract
L'A., partendo dalla sua personale esperienza di collaborazione con la più grande associazione italiana di vittime del terrorismo, mette in evidenza varie forme di doppia vittimizzazione e biasimo delle vittime nella percezione sociale degli atti terroristici. Confrontando l'esperienza italiana dei cosiddetti 'anni di piombo' con l'attuale minaccia internazionale, l'A. argomenta come l'opinione pubblica sia soggetta al condizionamento dei media e alla strumentalizzazione politica che causano una percezione sociale limitata, partigiana e talvolta ostile delle vittime. Simpatie e antipatie, empatia e idiosincrasia spingono la comunità a degradare le vittime a simbolo, come fanno i terroristi. Il caso italiano mostra che le vittime deumanizzate riacquistano valore positivo di fronte alla società civile solo quando il conflitto si chiude con la volontà politica di riconoscere tutte le parti. 


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